Lettera di GIANNI DE PAOLI. no ai c.i.e. in Lomellina! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Luglio 2009 17:58

Certo che non si finisce mai di stupirsi e al tempo stesso indignarsi. I leghisti sono impareggiabili nel suscitare questi sentimenti e lo fanno con una tale frequenza che non  si fa in tempo a riflettere e prendere posizione che ne sparano un’altra delle loro. Bisogna riconoscere che nel fare ciò sono bravi e raggiungono vertici impensabili, soprattutto il loro “mega” assessore Pecchenino.

Senza togliere “meriti” ad altri 4 o 5 leghisti che in quanto a dichiarazioni sufficientemente stupefacenti (non sarà che si fumano qualcosa?) arroganti, a volte banali e per certi aspetti contraddittorie se la cavano benino.

 Lui, l’assessore, è insuperabile e a leggere i giornali non si può fare a meno, come dicevo, di stupirsi ed indignarsi. Su un settimanale della zona l’assessore all’intolleranza in quanto maestro, insieme ad altri, nel seminarla, da una parte ammette (bontà sua) “si è raggiunto un preoccupante livello di insofferenza […] e la gente tende a sovradimensionare anche situazioni banali” addossando contestualmente la responsabilità a chi, a suo dire, non vuole integrarsi, dall’altra invoca l’istituzione in zona di un Centro di permanenza temporanea ossia un famigerato Cpt. Mi chiedo quale sia mai la sua azione per favorire l’integrazione. Questa la si deve volere e ci si deve credere, operare con il dialogo, con la comprensione delle ragioni altrui, con una difficile attività di convinzione, collaborare per instaurare la reciproca fiducia, col saper distinguere caso per caso e non spandendo veleno a piene mani con le continue minacce di espulsione in modo generalizzato (vedi pulman per la Romania o tacciare tutti gli immigrati  delle cose peggiori).

Non c’è e non c’è stato nessun buonismo di altri, ma la consapevolezza della enormità del fenomeno emigrazione (quasi naturale per gli esseri umani) e della difficoltà nell’affrontarlo. Un fenomeno mondiale che andrebbe affrontato a tale livello per garantire a tutti gli esseri umani condizioni di vita essenziali come cibo, acqua, casa, lavoro, salute, possibilità per ogni individuo di poter essere partecipe della vita democratica del proprio paese, del riconoscimento di tutti i diritti civili, dell’accesso alla vasta cultura mondiale. Tutto ciò naturalmente accompagnato dal riconoscere il fatto che ci sono anche dei doveri, primo fra tutti il rispetto reciproco e delle leggi. In quale continente del mondo sono pienamente rispettate queste condizioni? Nessuno, anche se da qualche parte qualche tentativo lodevole viene fatto. Perciò nessun buonismo  e giusta punizione per chi delinque. Rimane il grave fatto che i leghisti e non solo, con le leggi appena varate che molti, non solo i comunisti, osteggiano e criticano, hanno inventato di sana pianta nuove categorie di delinquenti.

 Il famigerato “pacchetto”, peggiore delle leggi razziali mussoliniane, introduce una serie di reati che portano a conseguenze gravissime come la negazione all’assistenza sanitaria. Inoltre l’impossibilità del riconoscimento dei figli alla nascita, non poter contrarre matrimonio, non poter inviare soldi ai parenti nei paesi d’origine, l’imposizione di onerose gabelle per sanare la propria posizione, la galera per chi affitta la casa ed altre vessazione di questo tipo. Il tutto viene fatto dipendere dalla maniacale introduzione del reato di clandestinità applicato in modo estensivo, non sanato nemmeno col pagamento dell’ammenda, che può arrivare sino a 10000 euro. Ma come si fa a pretendere tanti soldi da persone che, proprio perché non hanno niente, fuggono dai loro paesi con la speranza di poter piano piano e con sacrificio farsi una vita migliore? Bisogna davvero sragionare! I leghisti si fanno vanto di rispondere al problema immigrazione in primo luogo con le ronde, una pagliacciata demagogica che vorrebbe farci credere che con loro a gironzolare per la città possiamo stare tranquilli. Andremo a dormire con le galline dalle 20 alle 24. E poi? Dopo tale ora ci sveglieremo di soprassalto attanagliati dalla paura sapendo che non ci sono più loro a vegliare su di noi.

I farmacisti gioirebbero perché per tornare a dormire dovremmo fare ricorso a massicce dosi di tranquillanti e sonniferi. Non è certo una bella prospettiva! Ma non hanno di meglio da fare? Se non fossero un po’ ridicoli sarebbero da commiserare, io stesso potrei suggerire loro molti modi piacevoli di passare il tempo traendone piacere e divertimento. Ma torniamo seri. L’ultima proposta sull’istituzione di un Centro di Permanenza Temporanea in zona, potrei anche considerarla una boutade o una provocazione fatta dal “Salvini locale”, ma purtroppo, va tenuto conto che chi la fa ci crede sul serio, allora mi sorge il dubbio se non sia frutto di una mente obnubilata dal troppo arrovellarsi in modo maniacale ed ossessivo sul problema. Lo sa l’assessore che i Cpt il suo ministro tanto osannato, tanto ha fatto fino a cambiargli il nome, facendoli diventare C.I.E. (centri di identificazione ed espulsione) portando la detenzione in essi da 60 giorni a 180 giorni, tre volte tanto? Sì che lo sa! Comunque si chiamino rimangono dei luoghi di detenzione dove degli esseri umani vengono rinchiusi, sorvegliati, privati cioè della loro libertà, spesso senza aver colpa alcuna, se non quella di essere nati in posti dove altri esseri umani hanno fatto e fanno man bassa delle risorse traendone enormi profitti, ma affamando coloro i quali ne sarebbero i legittimi beneficiari.

Centri di detenzione dati in gestione ad enti vari più o meno pubblici, ed anche a privati, pagati dallo stato, che in virtù di conduzioni spesso poco corrette, finiscono con lo speculare anche su questi drammi. A cosa si riferisce l’assessore quando da per certo un indotto economico? Aspetto spiegazioni dal proponente e con me molti altri, perché in questo caso non sono le domande a sorgere spontanee, ma le risposte e non sono certamente rassicuranti, accettabili e degne di umana considerazione. All’occorrenza sempre disponibile al confronto, cordiali saluti.

Mortara 11 luglio 2009

 

Il segretario del circolo “A. Mascherpa” di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista

 

Gianni De Paoli

 

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