NO ALLE RONDE! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Luglio 2009 14:47

L’amministrazione di Mortara robecchianleghista, in pompa magna, rivendica il primato sul mettere in campo le ronde. Le chiama con un nome impronunciabile, ma la sostanza non cambia, sempre ronde sono. Composte sì, da volontari, ma ai quali il comune mette a disposizione mezzi e soldi, in nome di quella che è stata fatta diventare la questione di tutte le questioni e sulla base della quale si fondano le fortune elettorali leghiste e di destra.

 

Costoro possono amministrare anche nel peggiore dei modi incappando nei più grossi infortuni (Farmacia Comunale, derivati finanziari, Piazzale Istria, solo per citarne alcuni), ma vengono premiati lo stesso.

 

Ne prendiamo atto. Ma non accettiamo passivamente nè rinunciamo a sostenere e a far conoscere la nostra opinione in merito. Siamo sempre impegnati a lavorare perché le cose cambino!

 

Politicamente e culturalmente c’è un altro modo per affrontare il tema dell’immigrazione, un modo che in prima istanza, la smetta di identificare nell’immigrato e nel più povero la causa di tutte le paure e tutti i problemi.

 

Quanti ormai hanno assunto come vera l’equazione:

immigrato = delinquente, colui che non vuole integrarsi, che non rispetta le regole, che vive in posti dove noi difficilmente ci adatteremmo a vivere, portatore di malattie ecc. ?

 

ORMAI TROPPI!!

 

SIAMO NETTAMENTE CONTRARI  AL MODO IN CUI E’ STATO AFFRONTATO IL PROBLEMA IMMIGRAZIONE A LIVELLO NAZIONALE E LOCALE E SIAMO DISPOSTI A CONFRONTARCI CON CHIUNQUE SIA DISPONIBILE A FARLO SERIAMENTE.

 

Pensiamo che gli esseri umani debbano essere considerati uguali nei loro diritti universali, indipendentemente dal colore della pelle, dai gruppi nazionali, dalla religione ecc. Troviamo inconcepibile che strati di popolazione (anche di lavoratori e pensionati) che non hanno nulla da spartire con i concetti leghisti e di destra, giungano a recepirli. Ci rendiamo conto che si è giunti a ciò a causa della massiccia azione delle classi dominanti che hanno tutto l’interesse a dividere i lavoratori.

 

NO ALLE RONDE PIU’ O MENO “PADANE”

NO ALLE “LEGGI RAZZIALI” DEL GOVERNO BERLUSCONI

 

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