CLAUDIO GRASSI, RESPONSABILE NAZIONALE ORGANIZZAZIONE:
“C’è spazio per ripartire. Lo dicono i risultati positivi della sinistra d’alternativa e comunista in alcuni paesi come la Germania, la Francia, la Grecia, il Portogallo, la Repubblica Ceca. Non c’è dunque una difficoltà di fase che attraversa la sinistra europea. In Italia il dato elettorale della lista comunista è dettato da fattori contingenti. In ogni caso non si tratta di un disastro. Lo scorso anno, tutti insieme con in testa Fausto Bertinotti, abbiamo preso il 3,1%. Oggi, dopo un travagliato congresso ed una scissione che ha avuto una recentissima coda, la lista comunista è al 3,38%.Un dato che ci consente di rimetterci in carreggiata, di continuare a lavorare e di ricostruire.Rispetto alle politiche del 2008, le forze alla sinistra del Pd, nonostante tutto, recuperano due punti percentuali. Ora occorre dare un segnale di unità del partito e consolidare il processo di unità della lista comunista e anticapitalista. Ed inoltre occorre una proposta per tutta la sinistra per fare iniziative unitarie, occorre andare fuori a far politica e ricostruire la nostra credibilità”.
[Tratto da sito: http://www.prcpavia.it/] Vistitate il sito di Rifondazione di Pavia!!
Il 31 Maggio 2009 si è tenuto un comizio a Vigevano. Ad introdurre l'intervento del compagno Vittorio Agnoletto è stato Giuseppe Abbà (segretrio Provinciale di Rifondazione Comunista). Ecco l'intervento di Abbà, che ricorda i validi motivi per i quali SI VOTA COMUNISTA
«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10. Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l¹elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali»
Ottobre 1919. Dalla relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso degli Stati Uniti sugli immigrati italiani.